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venerdì 23 aprile 2010

Peverada alla trentina

Ingredienti (per 4 persone): 50 gr. di pangrattato, 10 gr. di prezzemolo, 1/2 l di brodo, 30 gr. di burro, sale, pepe

Preparazione: mondare il prezzemolo, lavarlo e tritarlo. Mettere sul fuoco una piccola casseruola in cui è stato messo il burro a fondere, quindi unire il pangrattato, mescolare continuamente e lasciarlo tostare bene. Dopodiché incorporare il brodo, sempre mescolando, e far cuocere per pochi minuti. Al termine unire il prezzemolo, una presa di sale e un pizzico di pepe e togliere dal fuoco.
Servire la salsa per accompagnare carni bianche e rosse.

lunedì 22 febbraio 2010

I capuss




Questa tipica pietanza viene nominata ¨capuss¨ (o anche ¨capucc¨ a Bondo, Roncone, ecc...) e viene cucinata a Bolbeno e dintorni, in buona parte della Rendena e delle Giudicarie Esteriori, espressamente nelle ricorrenze patronali dei vari paesi, con una certa abbondanza, così che è possibile trovarne un assaggio in tutte le famiglie.
I ¨capuss¨ sono delle polpette avvolte accuratamente in foglie di vite di uva fraga. L’impasto di queste polpette è composto di:
pane raffermo formaggio grana burro uova erbe e coste prezzemolo uva sultanina aglio sale e pepe
Si prepara un bel pastone lavorandolo con le mani sulla spianatoia. Si divide in tante polpette che si incartano molto accuratamente in foglie di vite americana lavate e asciugate. Ogni ¨capuss¨ va legato bene con dello spago sottile. I ¨capuss¨ vanno poi lessati in acqua per circa venti minuti e vanno offerti freddi ma sempre avvolti nel loro incarto. Ogni commensale poi li slega, li libera dalla foglia e li condisce nel proprio piatto con olio ed eventualmente con altro sale e pepe. Si mangiano nel corso del pranzo oppure a merenda accompagnandoli con un buon bicchiere di vino.Sono molto appetitosi e che anche i ¨foresti¨ pur rimanendo all’inizio un po’ perplessi di fronte al loro aspetto, forse non molto invitante, ne sono quasi sempre conquistati. La loro preparazione è un po’ laboriosa (qui da noi molti cominciano il mercoledì o il giovedì precedente la festività perché amano assaggiarli nella giornata di venerdì), ma la fatica viene senz’altro ripagata dalla gioia che i propri familiari dimostrano all’apparire in tavola di questo profumato piatto